I SETTE CAMPANELLI D’ALLARME CHE TI AVVERTONO CHE IL TUO MODO DI CANTARE STA COMPROMETTENDO LE CORDE VOCALI

Nel corso della mia carriera di cantante e di insegnante, mi è stata fatta spesso una domanda:

come mi posso accorgere che c’è qualcosa che non va nella tecnica che sto usando?

Quando mi devo preoccupare per la salute delle mie corde vocali?

In realtà, come vedi, stai ponendo due domande che aprono la strada a molte riflessioni.

Durante gli anni ho individuato alcuni sintomi del malessere delle tue corde vocali che possiamo chiamare veri e propri campanelli d’allarme!

Quando li senti suonare, vuol dire che stai per compromettere le tue corde vocali.

E cosa vuol dire questo?

Vuol dire che la tua carriera non decollerà mai!

Purtroppo è così, inutile prenderci in giro:

sia che tu studi da tanto tempo, sia che tu studi da poco, ricordati che se accusi uno solo di questi campanelli, presto o tardi questo si chiamerà dietro tutti gli altri.

Ovviamente ti auguro che questo non accada, ma i fatti contano più delle speranze e i fatti dicono che questo succede.

E quando succede, quando i malesseri della tua voce si sommano tra di loro, se non farai nulla per evitarlo, allora preparati al peggio:

 

il sipario calerà sulla tua carriera.

L’opera è finita ma nessun applauso seguirà.

 

Credimi, so di cosa parlo, ho rimesso in discussione il mio modo di cantare per ben due volte per non saperlo!

Ne voglio parlare con te che forse, oggi sei stata a lezione e, per l’ENNESIMA volta, sei uscita scoraggiata, delusa e triste sentendo che qualcosa proprio non va per il verso giusto.

Ma non sai cosa.

Continua a leggere e probabilmente, tra i sette campanelli riconoscerai anche quello che suona nella tua testa.

In tutto, i campanelli d’allarme sono sette, come i peccati capitali!

Solo che non sei tu a dover chiedere perdono…

  • L’afonia;
  • Il colpo di glottide;
  • Innalzamento della lingua;
  • Strozzamento nelle note del passaggio;
  • Aria nella voce;
  • Assumi 50 sfumature di rosso;
  • Il suono è fisso o ha un vibrato caprino;

 

1  L’AFONIA

Il primo campanello d’allarme, il più facile da sentire suonare, è che esci dalla lezione senza voce e magari il tuo insegnante ti ha detto che è normale.

Bene: NON C’È PROPRIO NULLA DI NORMALE nell’essere senza voce dopo una lezione!

Mi spiego meglio: potrebbe anche darsi che una volta E DICO UNA VOLTA… TOH DUE  che tu esca con la voce un po’ stanca a seconda dello studio che hai fatto ma

 

Spesso?

Sempre?

NO, NON È NORMALE!

 

Anzi: se sei giù di voce, la lezione può aiutarti a rimettere a fuoco i suoni, come è capitato a Maria Vincenza, una cantante che seguo.

Qualche mese fa’, Maria Vincenza, arrivava a lezione completamente afona a causa di un suo uso scorretto della voce nel parlato, a lezione finita, se ne andava felice con tutti i suoni in maschera. Ovviamente, anche se io sono una insegnante di canto, dovevo preoccuparmi anche di questo suo difetto nel parlato, così, lavorando sulla dizione nel canto abbiamo ottenuto un netto miglioramento anche nell’uso quotidiano della voce.

 

2  IL COLPO DI GLOTTIDE

Nell’emissione del primo suono senti un colpo di glottide, una specie di singhiozzo prima di sentire il suono reale?

Bene: oltre al fatto di produrre un suono sgradevole per l’orecchio di chi ascolta, le corde subiscono un piccolo shock.

Metti insieme tanti di questi shock e la frittata è fatta: le corde sono compromesse.

Si tratta di attacchi chiamati “duri” che possono portarti anche alla formazione di uno o più noduli sulle tue belle corde!

 

3  INNALZAMENTO DELLA LINGUA

Quando canti la lingua si alza costringendoti a spingere il suono. Come fai a scoprire se lo fai?

Beh, intanto dovrebbe essere il tuo insegnante a fartelo notare per correggere il difetto ma se questo non succede e tu hai il dubbio ecco il consiglio che ti do:

 

Canta davanti allo specchio e guarda la lingua!

 

Potresti dirmi che ci sono grandi cantanti che hanno questo “vezzo”.

Sì, è vero, ma per ognuno di questi grandi cantanti, quanti hanno appeso le corde vocali al chiodo perché non hanno trovato l’escamotage per cantare comunque bene?

È ovvio che ci sono delle eccezioni e dei cantanti eccezionali ma, lavorando con degli allievi che hanno la tendenza a portare indietro la lingua, ho potuto riscontrare che uno studio curato della pronuncia li ha portati ad un buon controllo della stessa a favore di un suono più brillante e ricco di armonici.

 

4  STROZZAMENTO NELLE NOTE DEL PASSAGGIO

Quando vai verso la zona degli acuti e affronti la zona del “famoso” passaggio senti chiudere la gola, ti senti in grande difficoltà, senti il suono diventare stridulo o stretto?

Questo è un campanello importantissimo!

Continua a cantare così e ti assicuro che questo ti impedirà di fare bene gli acuti o addirittura di farli e basta!

Se suona questo campanello, vuol dire che la laringe tende ad alzarsi (come è fisiologicamente naturale andando verso gli acuti) perciò senti questa scomodità.

Se ti va bene il suono si stringe,

se ti va male, STECCHI (ossia il suono si spezza mentre lo fai).

Praticamente succede quello che accade quando hai il tubo dell’acqua aperto e lo pieghi: l’acqua smette di uscire.

Devo fare una precisazione.

Proprio perché sugli acuti la laringe tende ad alzarsi, deve essere cura del tuo insegnante indicarti come utilizzarla e come sfruttare le cavità della maschera per ottenere che la tua voce esca libera.

Si tratta di semplici accorgimenti che ti aiutano a rilassare tutti i muscoli del collo e a muovere il palato per ottenere il giusto suono.

Ho lavorato con molti tenori che non andavano oltre un fa (della seconda ottava) senza strozzarsi che oggi hanno il famoso do, perciò so di cosa parlo.

 

5  ARIA NELLA VOCE.

Senti aria nella voce quando canti?

È sintomo che le corde non si chiudono (in termine tecnico: non si adducono) bene.

 

Pericolosissimo!

 

Se nel corso della lezione (e di quelle successive) il problema persiste corri da un foniatra, qualcosa non va.

 

6  ASSUMI 50 SFUMATURE DI ROSSO.

Quando canti senti l’addome che trema e il tuo viso assume tutte le sfumature del rosso (dal pomodoro al prugna)?

Lo so, il tuo insegnante ti dice che devi sostenere i suoni e tu giù a pressare tutta la zona addominale, a spingere, a tirare, a pompare ma il risultato è sempre questo:

  • Non succede nulla,
  • il suono non esce libero,
  • tu ti stanchi fisicamente tanto.

Proprio così: non può essere diversamente!

 

Se spingi, i suoni non possono uscire liberi dalla gola!

 

E ti dico di più: non solo la zona centrale non è sonora ma gli acuti non escono.

Oltre al fatto che osservarti tremare, spingere, diventare rosso è orrendo da vedere la cosa più importante è che le corde vocali

 

SOFFRONO!

 SOFFRONO!

SOFFRONO!

 

7  IL SUONO È FISSO OPPURE HA UN VIBRATO CAPRINO.

Il tuo insegnante ti dice che devi tenere la laringe aperta mentre canti.

Sì, certo, aperta…

E così fai pressione sulle pareti della gola facendo gonfiare quelli che gli esperti conoscono come sternoclenomastoidei (O Dio che parolone!) ossia i pilastri che si tendono sulla gola facendo ingrossare la vena sul collo come accade a più di un famoso cantante di musica pop.

A volte temo che un giorno o l’altro la vena scoppi!

Il risultato è che la voce risulta o fissa (talmente fissa che sembra stridula tipo i suoni che fanno i principianti di strumenti come il clarinetto, il violino, o il sassofono) oppure vibra eccessivamente perché non è ben indirizzata risultando anche intubata ossia di gola.

Faccio una precisazione:

è chiaro che la laringe deve essere aperta per cantare, ma non spalancata!

E non deve sempre essere sotto sforzo.

La laringe è elastica e tale deve rimanere: devi solo imparare ad utilizzarla nel modo corretto, puoi gestirla ed insegnarle ad aprirsi tanto quanto ti serve per avere un suono stupendo.

A questo proposito ti racconto una storia: tempo fa è venuta a casa mia Luisa: una ragazza già diplomata in conservatorio (ti dico questo perché, in quanto diplomata al conservatorio, teoricamente, doveva essere già pronta per cantare da professionista).

Luisa era venuta da me perché si era accorta che usava una voce artefatta, che non riconosceva come sua.

Ovviamente Luisa non sapeva spiegare meglio questo suo disagio ma io, che ho aiutato altri cantanti col suo stesso problema, ho capito perfettamente di cosa di trattava.

Nel corso della sua formazione al conservatorio, si erano succeduti quattro insegnanti di canto, e nessuno di loro si era accorto che Luisa cantava utilizzando le corde false e con la laringe sotto sforzo.

Per questo il risultato era un suono stridulo, fisso e, a volte, caprino.

Gli insegnanti la liquidavano dicendole che aveva una voce brutta e basta.

Dopo aver saputo qual era stato tutto lo stress subito dalle sue corde vocali, quando è arrivata da me, non capivo neppure io come Luisa potesse cantare ancora!

È bastato qualche settimana di lavoro sulla parola, sulla pronuncia (non sul fiato! Sulla PRONUNCIA!) per sentire che c’era un’altra voce.

Oggi tutti restano stupiti dal cambiamento e lei ha già vinto il suo primo concorso di canto.

Una delle mie più grandi soddisfazioni!

Come fai a renderti conto se lo fai anche tu?

Ancora una volta hai un aiuto:

  • registra le lezioni e riascolta: sei tu il primo giudice della tua voce!
  • Guardati allo specchio! Se vedi che il tuo viso è una smorfia continua quando canti, qualcosa non va!

 

Alla fine della fiera, i campanelli d’allarme suonano forte, a te ascoltarli e capire se le tue corde vocali  sono in pericolo.

Da parte mia, ti dico che, senza costrizioni e senza tensioni, la tua voce può essere bella, bellissima, affascinante!

 

Buona musica!

4 risposte a “I SETTE CAMPANELLI D’ALLARME CHE TI AVVERTONO CHE IL TUO MODO DI CANTARE STA COMPROMETTENDO LE CORDE VOCALI”

  1. Buongiorno Alessia,

    mi chiamo Francesca e canto per passione amatoriale, giacchè nella vita lavorativa mi occupo di tutt’altro.

    Non riesco a trovare parole adatte per ringraziarLa di questo blog, a dir poco illuminante! Ho, infatti, trovato risposte e spiegazioni a tanti miei perchè, espresse con quella semplicità che solo chi padroneggia davvero la materia ne sa fare uso!

    La mia attenzione si è particolarmente soffermata leggendo …E così fai pressione sulle pareti della gola facendo gonfiare quelli che gli esperti conoscono come sternoclenomastoidei (O Dio che parolone!) ossia i pilastri che si tendono sulla gola facendo ingrossare la vena sul collo….: da sempre mi si gonfiano le vene semplicemente parlando…Nessuno, dico nessuno mi ha mai detto che la cosa è anomala…al più, su mia sollecitazione al riguardo, la cosa mi è stata liquidata con “…sei tanto magra…è dunque fisiologico che quando parli si evidenzino…”.

    Oggi leggo quanto Lei scrive al riguardo, realizzando che ho ragione nel ritenere che il mio atto fonatorio è scorretto.
    Preciso che la respirazione è corretta (costolo-diaframmatica, non clavicolare) e quando canto la mia insegnante riscontra un corretto appoggio e che il suono è in maschera: perchè, dunque, le vene si gonfiano dando brutta mostra di sè?
    Abito a Vicenza dove non esiste ..il “becco” di un foniatra…Ha qualche suggerimento da offrirmi? Almeno il nominativo di un valido foniatra che eserciti se non a Vicenza in zona limitrofa?

    La ringrazio sin d’ora infinitamente, augurandoLe ogni bene!
    Francesca

    1. Cara Francesca,
      intanto mi scuso per il ritardo con cui le sto rispondendo.

      La ringrazio per il bel feedback e spero di poterle essere d’aiuto.

      Le consiglio, intanto che mi informo con i miei colleghi, di guardare nella pagina facebook a questo link https://www.facebook.com/Esperti-in-Vocologia-Artistica-319919095143064/?ref=bookmarks in cui siamo inseriti noi vocologi della voce dell’arte.

      Per quanto riguarda il “problema vene” potrebbe provare, con la sua insegnante, a fare un po’ di quello che io chiamo stretching a livello dell’articolazione che collega la mandibola alla mascella (articolazione temporomandibolare) facendogli fare un movomento uguale a quello dell’inizio di uno sbadiglio stando molto attenta al movimento del palato molle (quello dove si trova l’ugola) evitando, così, di mettere troppa pressione nel collo.

      Mi tenga aggiornata sui risultati, eventualmente, resto a sua disposizione per chiarire meglio il movimento (qualora ce ne fosse bisogno) tramite facebook sotto il nome di Alessia Sparacio.

      A presto e scusi ancora.

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