LE REGOLE D’ORO PER CANTARE SEMPRE BENE.

Nel corso di tutti questi anni ho riassunto le cose più importanti da sapere per cantare bene in poche, semplici regole.

Stamattina mi sono svegliata generosa e voglio condividerle con te.

Queste regole ti servono per cantare, come ti serve sapere le tabelline per fare i conti.

Se tieni presente queste regole nel canto NON PUOI SBAGLIARE!

  • SPECCHIO E REGISTRATORE TI RENDONO UNA CANTANTE MIGLIORE
  • SE LE COSTOLE FLUTTUANTI NON SONO IN ESPANSIONE NON PUOI ATTACCARE
  • A PRONUNCIA GIUSTA CORRISPONDE SUONO GIUSTO
  • NON PUOI APRIRE UN SUONO SE NON L’HAI AGGANCIATO
  • LA NOTA RIBATTUTA TENDE A CALARE
  • NELLA COLORATURA LA NOTA PIU’ IMPORTANTE E’ LA SECONDA
  • DIREZIONE ED INTERPRETAZIONE PORTANO IL SUONO AL LOGGIONE

Analizziamole una per una:

  • SPECCHIO E REGISTRATORE TI RENDONO UNA CANTANTE MIGLIORE.

I ballerini usano lo specchio per correggere ogni minimo difetto nella loro postura: si guardano fino allo sfinimento, guardano viso, collo, braccia, gambe… Tutto!

Grazie a questo, quando sono sul palcoscenico, proiettano la loro immagine come se si guardassero dalla platea.

Grazie a questo, imparano non solo a guardarsi dall’esterno ma a sentirsi, a percepirsi, ad ascoltare i loro muscoli, tendini, nervi.

Anche per te deve essere così!

Ti devi guardare, conoscere per sapere quello che il tuo pubblico vedrà.

Ma rispetto ai ballerini devi tener conto non solo di quello che si vede ma di quello che si sente!

Così, l’altro tuo migliore amico è il registratore che diventa le tue orecchie.

Canta guardandoti allo specchio e registrandoti.

Sarà cura del tuo maestro indicarti la postura funzionale al tuo modo di cantare .

Se hai letto il mio articolo SETTE CAMPANELLI D’ALLARME CHE TI AVVERTONO CHE IL TUO MODO DI CANTARE STA COMPROMETTENDO LE TUE CORDE VOCALI, sai già che consiglio sempre di registrare le lezioni con il tuo maestro così sai già che suono cercare quando studi da sola.

 

  •  SE LE COSTOLE FLUTTUANTI NON SONO IN ESPANSIONE NON PUOI ATTACCARE.

Che vuol dire?

Vuol dire che, come ho spiegato nell’articolo PERCHE’ PER CANTARE NON HAI BISOGNO DI SPINGERE PIANOFORTI COL DIAFRAMMA, la parte più importante da tenere sotto controllo è l’apertura costale.

Quali sono le costole fluttuanti?

Sono quelle che non sono collegate allo sterno.

Sono loro che si devono allargare quando respiri e devono restare larghe mentre canti.

Questa è la garanzia che il diaframma sta funzionando bene.

Ma come, in che modo, è spiegato nell’articolo PERCHE’ PER CANTARE NON HAI BISOGNO DI SPINGERE PIANOFORTI COL DIAFRAMMA

 

  • A PRONUNCIA GIUSTA CORRISPONDE SUONO GIUSTO.

Se hai letto SE SAI PARLARE SAI CANTARE è tutto più chiaro; ad ogni modo ti basta tenere presente che la pronuncia corretta delle parole fa nascere suoni corretti.

Fai attenzione:

la lingua che ognuno di noi parla è corrotta dalle cadenze dialettali. Questo vale sia per l’italiano sia per le altre lingue.

Questo vuol dire che non devi fidarti del tuo modo di parlare abituale ma devi sempre stare attenta alla “corretta pronuncia”.

Come fare?

Studiando la corretta fonetica e la corretta dizione.

Conoscere la fonetica

e

la corretta dizione

sono importantissime nel canto!

Se sai cosa succede alla tua lingua, al tuo palato e alla tua gola quando pronunci sai cosa fare anche quando canti!

 

  • NON PUOI APRIRE UN SUONO SE NON L’HAI AGGANCIATO.

Questa è la diretta conseguenza di una buona dizione.

Se hai una buona dizione è certo che hai un ottimo aggancio dei suoni (quello che solitamente viene chiamato suono in  maschera).

Sempre su SE SAI PARLARE SAI CANTARE ho raccontato quanto questo sia stato fondamentale per capire che prima viene l’aggancio e poi la cavità del suono (ossia, l’aprire la bocca in modo che il suono vibri correttamente).

Se lo fai bene il pubblico percepisce una sensazione di serenità e gode appieno del tuo suono bello.

Attenzione: qui sto parlando del suono in se stesso non della bellezza assoluta che si aggiunge con l’interpretazione dell’Artista!

 

  • LA NOTA RIBATTUTA TENDE A CALARE.

Ecco una delle mie regole favorite!

Che vuol dire?

Significa che quando canti la stessa nota, spesso e volentieri, perdi l’intonazione corretta e il suono che emetterai tenderà ad essere calante come se, all’improvviso, finisse la benzina mentre cammini in autostrada.

Se tieni presente questa piccola regola avrai anche chiaro che il suono va pensato, ascoltato con il tuo orecchio interno (sì perché noi percepiamo il suono dall’interno!), guidato nella giusta direzione, eventualmente aggiustato in corso d’opera e questo farà sì che non cali.

Facciamo un esempio: nella celebre aria ‘Casta Diva’ che almeno una volta nella vita tutti abbiamo sentito, ad un certo punto ci sono dei LA acuti ribattuti. Se il soprano che la canta non sta attenta, questi LA tenderanno a risultare calanti!

ATTENZIONE: NON SOLO LA NOTA RIBATTUTA MA ANCHE LE NOTE LUNGHE TENDONO A CALARE!

Perciò la regola vale anche per loro!

 

  • NELLA COLORATURA LA NOTA PIU’ IMPORTANTE E’ LA SECONDA ED E’ TUTTA UNA QUESTIONE DI ACCENTI.

Quando fai un esercizio di agilità (appunto ‘di coloratura’) oltre ad agganciare bene il suono, devi imprimere una direzione a tutto il vocalizzo.

In generale è tutto basato sugli accenti.

Se cerchi di cantare tutte le note, una per una, sei fritta!

Tutto risulterà mischiato e incomprensibile e, chi ti ascolta, sentirà una serie di portamenti a salire e a scendere che renderanno tutto confuso e impreciso.

E allora?

Allora, se per esempio canti una scala, devi ricordarti che la seconda nota è la più importante, perché deve essere un po’ più nervosa delle altre e scattare immediatamente, come se fosse un velocista alle olimpiadi che non vede l’ora di correre!

In più devi tenere presente che per quanto riguarda gli accenti, se si tratta di quartine o terzine, devi dare l’accento stesso alla prima nota di ogni gruppo.

 

  • DIREZIONE ED INTERPRETAZIONE PORTANO IL SUONO AL LOGGIONE.

Tutte queste regole, senza l’ultima, servono a poco…

L’Artista che è in te deve tener conto che il pubblico viene in teatro per provare emozioni, per soffrire con te, per gioire con te!

Così, un aspetto fondamentale è l’interpretazione.

Dai ad ogni tuo personaggio: vita, gesti, espressioni.

Prestagli il tuo corpo, la tua voce, il tuo sguardo.

Ma ricordati sempre che ti deve sentire anche l’ultimo spettatore seduto in alto in ultima fila in loggione.

La tua intenzione deve essere la stessa che hai quando sei in un locale molto grande con tanta gente e devi chiamare un tuo amico che è dall’altra parte della sala!

Prova a farlo come esercizio e ti renderai conto che non solo NATURALMENTE farai la cosa giusta ma il tuo amico ti sentirà.

Non è questione di volume, di gridare ma di come indirizzi la tua voce verso di lui.

 

Mi rendo conto che ho svelato più di un segreto…

Ma ormai è fatta.

Sono troppo buona!

Certo: per ogni regola si apre un mondo! Ti prometto che li esploreremo insieme (e molto presto) uno ad uno.

Ricordati: SE SAI PARLARE SAI CANTARE!

SE SAI RESPIRARE SAI CANTARE!

 

Se questo articolo ti è piaciuto, o se pensi che possa essere utile per un tuo amico cantante, condividilo!

 

 

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