SE LE COSTOLE FLUTTUANTI NON SONO IN ESPANSIONE NON PUOI ATTACCARE (L’IMPORTANZA DELL’APPOGGIO)

Questa regola fa chiaramente riferimento alla respirazione, croce e delizia di ogni cantante.

Occhio: la noia è dietro l’angolo quando si parla di fiato!

Ok, niente panico: porta pazienza e leggi fino in fondo.

La cosa più importante che devi sapere è che questo benedetto diaframma si comporta come un pallone quando cerchi di tenerlo sott’acqua. Se non sei abile, ti scapperà e riemergerà.

Dopo secoli di lotta tra respirazione costale e respirazione diaframmatica, si è finalmente capito che l’equilibrio tra le due respirazioni dà il risultato migliore.

Diffida di chi ti dice che esiste una sola respirazione per tutti gli stili.

Lasciando al tuo insegnante il compito di spiegarti nel dettaglio la respirazione, ti voglio dare un consiglio di partenza: quando inspiri per cantare cerca di sentire le ultime due paia di costole fluttuanti allargarsi, aprirsi, espandersi verso l’esterno senza che il petto si alzi.

Questo perché se devi imparare a camminare, prima di tutto devi imparare a stare in piedi in equilibrio!

Ricordati anche che una donna respira naturalmente più in alto rispetto agli uomini perciò, per te, sarà ancora più difficile concentrarti sulla parte basse del tuo torace.

Come fai a sapere se allarghi bene?

Prendi una fascia elastica (se non ce l’hai a portata di mano, puoi anche utilizzare una cintura elasticizzata o semplicemente un paio di collant) e allacciala non troppo stretta all’altezza delle ultime paia di costole.

Per tua conoscenza, queste costole sono dette fluttuanti. Perché fluttuanti? Perché, se ci fai caso, sono le uniche quattro che non sono collegate direttamente allo sterno come tutte le altre che formano la cassa toracica.

Adesso mettiti davanti allo specchio, il famoso specchio dell’articolo http://liricafacile.com/2019/06/11/specchio-e-registratore-ti-rendono-un-cantante-migliore/

Quando respiri, devi guardarti allo specchio e concentrare la tua attenzione sulla zona in cui c’è la fascia.

Manda l’aria, idealmente, nella zona della fascia, cercando di allargarla, distenderla, soprattutto lateralmente e posteriormente.

Importantissimo: non devi vedere alzare il petto quando inspiri!

Evita anche di mettere forza all’altezza della bocca dello stomaco (sotto lo sterno), perché quella zona lì DEVE restare libera (pena reflusso esofageo à gogo).

Quando hai fatto, trattieni il fiato per qualche secondo e poi, quando butti l’aria, rilassa tutto.

Man mano che prendi confidenza con questo movimento, ti renderai conto che puoi tenere le costole aperte per tutto il tempo che vuoi, ma… Riesci a tenerle aperte mentre soffi fuori l’aria?

E soprattutto:

COME DEVI SOFFIARE FUORI L’ARIA?

Lo so, lo so, abbia pazienza gli esercizi sono sempre noiosi, ma servono allo scopo!

Prendi una cannuncia, infilala dentro un bicchiere d’acqua pieno a metà e soffia dentro l’aria, facendo le bolle.

Ecco: è questa la quantità di aria che devi soffiare, tenendo le costole aperte il più possibile.

Se senti che la fascia si allenta, vuol dire che le tue costole si stanno abbassando e che qualcosa sta andando storto.

 Ecco, adesso stai in piedi in equilibrio, quindi… ricapitoliamo!

  • Inspira allargando le costole (sentendo la resistenza della fascia).
  • Tienile aperte senza buttare fuori il fiato per pochissimi secondi.
  • Tieni le costole aperte, soffiando fuori l’aria come se soffiassi dentro una cannuccia.

Non è necessario all’inizio soffiare finché non ti finisce il fiato, lo scopo di questa prima parte di esercizio è renderti conto se riesci a tenere le costole aperte durante il soffio.

Così facendo hai fatto esperienza dell’abbassamento del diaframma http://liricafacile.com/2017/04/04/perche-per-cantare-non-hai-bisogno-di-spingere-pianoforti-col-diaframma/

Muoviamo i primi passi… proviamo a cantare!

Prendi una frase di un’aria che ti piace e che non sia troppo acuta. Senza pensare, cantala registrandoti. Dopo, espandi le costole e canta lasciandole aperte. Oltre a percepire fisicamente la differenza, riascolta la registrazione.

Mano a mano che diventerai più esperta nel tenere le costole larghe, prenderai consapevolezza del fatto che finendo il fiato, sentirai i muscoli addominali bassi (per intenderci, quelli all’altezza delle ovaie) fare un movimento particolare, a sostegno del tuo canto.

Il movimento è lo stesso che percepisci quando stai per sederti…

Ma di questo parleremo in un altro articolo.

SPECCHIO E REGISTRATORE TI RENDONO UN CANTANTE MIGLIORE

Ciao! Oggi desidero parlarti della prima regola d’oro: specchio e registratore ti rendono un cantante migliore! Ricordil’articolo http://liricafacile.com/2017/11/22/le-regole-doro-per-cantare-sempre-bene/  ?

I ballerini usano lo specchio per correggere ogni minimo difetto nella loro postura: si guardano fino allo sfinimento, guardano viso, collo, braccia, gambe… Tutto, insomma! E guardano tutto per essere sicuri di quello che il pubblico vedrà una volta su palco.

Grazie a questo, imparano non solo a guardarsi dall’esterno ma a sentirsi, a percepirsi, ad ascoltare i loro muscoli, tendini, nervi.

Anche per te DEVE essere così!

Ti devi guardare, conoscere, per sapere quello che il tuo pubblico vedrà.

Ma rispetto ai ballerini hai un altro problema: devi tener conto anche di come la tua voce arriverà al pubblico.

Così, l’altro tuo migliore amico è il registratore, che diventa le tue orecchie.

Canta guardandoti allo specchio e registrandoti.

A tal proposito, qualche settimana fa ho conosciuto una ragazza che, grazie a questi due strumenti, aveva già fatto un ottimo percorso personale.

Il mio compito è stato quello di indirizzarla sulla strada piú giusta, così come sarà cura del tuo maestro indicarti la postura funzionale al tuo modo di cantare.

Ricordati che il lavoro maggiore e più importante, chiaramente, lo fai con il tuo insegnante che, durante la lezione, deve evidenziare i cambiamenti tecnici (e di conseguenza vocali) che ci saranno.

Per questo, ti consiglio di registrare SEMPRE le lezioni con il tuo maestro, così sai già che suono cercare quando studi da sola.

Diffida dell’insegnante che non vuole lasciarti registrare!

Analizziamo insieme questi due strumenti:

  • SPECCHIO: il primo lavoro veramente importante che devi fare è guardare come apri la bocca.

In quasi tutti i testi di tecnica vocale si parla dello sbadiglio… In realtà devi fare riferimento alla prima parte dello sbadiglio, perché la parte finale contrae tutti i muscoli facciali. Solo che la grande fregatura è che ognuno di noi sbadiglia in modo diverso.

A volte, c’è chi sbadiglia abbassando prima la mandibola e poi alzando il palato (se appartieni a questo gruppo, il consiglio è di andare da un posturologo, probabilmente c’è qualcosa da correggere). In realtà, l’inizio di uno sbadiglio corretto dovrebbe interessare un allontanamento dell’ATM in maniera simmetrica (l’ATM è l’articolazione temporo-mandibolare, cioè il punto in cui la mandibola si incastra nella mascella, o cranio). Il consiglio che ti do è che, quando stai per sbadigliare, dovresti guardarti allo specchio e osservare quello che fai.

Un’altra indicazione interessante è osservare come metti una forchettata di spaghetti in bocca, come mordi una mela…

Alla fine della fiera, ti devi assicurare che la mandibola sia leggeremente arretrata rispetto alla dentatura superiore.

Spesso il tuo insegnante ti chiede di aprire la bocca quando canti?

Ma certo che te lo chiede!

E tu cosa fai? Ovviamente, abbassi la mandibola, perché istintivamente cerchi spazio in questo modo. Ma così il palato molle sarà quasi impossibilitato a muoversi e la tua espressione sarà simile all’Urlo di Munch.

A questo punto vedo il punto interrogativo sopra la tua testa, e ti suggerisco un piccolo esercizio: metti i tuoi pollici sotto i molari dell’arcata dentale superiore e lascia la mandibola completamente abbandonata, poi spingi i pollici verso l’alto e lascia aprire la bocca.

Perché verso l’alto? Perché così non porterai la testa indietro.

Hai fatto?

Ora prova ad aprire la bocca senza l’aiuto dei pollici.

Allo specchio dovresti vedere il netto cambiamento di movimento.

Molti cantanti alzano le sopracciglia riempiendo la fronte di pieghe orizzontali. Cerca, in questa fase, di controllare il movimento della bocca senza farne con la fronte e le sopracciglia.

Quando avrai raggiunto questo obiettivo, all’apertura della bocca (e alla fronte liscia!) aggiungi un sorriso nello sguardo.

  • REGISTRATORE: a questo punto, accendi il registratore e, partendo dall’apertura della bocca, pronuncia la vocale che preferisci (quella che ritieni sia la tua migliore vocale) e prova a pronunciarla, prima con la mandibola completamente giù, poi con l’esatta distanza dell’ATM (forchettata di pasta, inizio di sbadiglio) e ascolta le differenze.

Prova a pronunciare la stessa vocale con le labbra rigide (ad esempio come le labbra a becco di papera, che tanto spesso si vede fare ai cantanti) e ripronuncia la vocale senza questa rigidità, rilassandole del tutto.

È chiaro che questi sono esercizi preparatori, la corretta pronuncia delle vocali e il loro aggancio saranno trattati nell’ articolo “La nota ribattuta tende a calare”.

In questa fase devi solo sentire se cambia qualcosa nel suono.

Non mi resta che augurarti un buon lavoro e buone scoperte!

Se c’è qualcosa in questo articolo che ti incuriosisce e se vuoi saperne di piú, scrivimi!

LE REGOLE D’ORO PER CANTARE SEMPRE BENE.

Nel corso di tutti questi anni ho riassunto le cose più importanti da sapere per cantare bene in poche, semplici regole.

Stamattina mi sono svegliata generosa e voglio condividerle con te.

Queste regole ti servono per cantare, come ti serve sapere le tabelline per fare i conti.

Se tieni presente queste regole nel canto NON PUOI SBAGLIARE!

  • SPECCHIO E REGISTRATORE TI RENDONO UNA CANTANTE MIGLIORE
  • SE LE COSTOLE FLUTTUANTI NON SONO IN ESPANSIONE NON PUOI ATTACCARE
  • A PRONUNCIA GIUSTA CORRISPONDE SUONO GIUSTO
  • NON PUOI APRIRE UN SUONO SE NON L’HAI AGGANCIATO
  • LA NOTA RIBATTUTA TENDE A CALARE
  • NELLA COLORATURA LA NOTA PIU’ IMPORTANTE E’ LA SECONDA
  • DIREZIONE ED INTERPRETAZIONE PORTANO IL SUONO AL LOGGIONE

Analizziamole una per una:

  • SPECCHIO E REGISTRATORE TI RENDONO UNA CANTANTE MIGLIORE.

I ballerini usano lo specchio per correggere ogni minimo difetto nella loro postura: si guardano fino allo sfinimento, guardano viso, collo, braccia, gambe… Tutto!

Grazie a questo, quando sono sul palcoscenico, proiettano la loro immagine come se si guardassero dalla platea.

Grazie a questo, imparano non solo a guardarsi dall’esterno ma a sentirsi, a percepirsi, ad ascoltare i loro muscoli, tendini, nervi.

Anche per te deve essere così!

Ti devi guardare, conoscere per sapere quello che il tuo pubblico vedrà.

Ma rispetto ai ballerini devi tener conto non solo di quello che si vede ma di quello che si sente!

Così, l’altro tuo migliore amico è il registratore che diventa le tue orecchie.

Canta guardandoti allo specchio e registrandoti.

Sarà cura del tuo maestro indicarti la postura funzionale al tuo modo di cantare .

Se hai letto il mio articolo SETTE CAMPANELLI D’ALLARME CHE TI AVVERTONO CHE IL TUO MODO DI CANTARE STA COMPROMETTENDO LE TUE CORDE VOCALI, sai già che consiglio sempre di registrare le lezioni con il tuo maestro così sai già che suono cercare quando studi da sola.

 

  •  SE LE COSTOLE FLUTTUANTI NON SONO IN ESPANSIONE NON PUOI ATTACCARE.

Che vuol dire?

Vuol dire che, come ho spiegato nell’articolo PERCHE’ PER CANTARE NON HAI BISOGNO DI SPINGERE PIANOFORTI COL DIAFRAMMA, la parte più importante da tenere sotto controllo è l’apertura costale.

Quali sono le costole fluttuanti?

Sono quelle che non sono collegate allo sterno.

Sono loro che si devono allargare quando respiri e devono restare larghe mentre canti.

Questa è la garanzia che il diaframma sta funzionando bene.

Ma come, in che modo, è spiegato nell’articolo PERCHE’ PER CANTARE NON HAI BISOGNO DI SPINGERE PIANOFORTI COL DIAFRAMMA

 

  • A PRONUNCIA GIUSTA CORRISPONDE SUONO GIUSTO.

Se hai letto SE SAI PARLARE SAI CANTARE è tutto più chiaro; ad ogni modo ti basta tenere presente che la pronuncia corretta delle parole fa nascere suoni corretti.

Fai attenzione:

la lingua che ognuno di noi parla è corrotta dalle cadenze dialettali. Questo vale sia per l’italiano sia per le altre lingue.

Questo vuol dire che non devi fidarti del tuo modo di parlare abituale ma devi sempre stare attenta alla “corretta pronuncia”.

Come fare?

Studiando la corretta fonetica e la corretta dizione.

Conoscere la fonetica

e

la corretta dizione

sono importantissime nel canto!

Se sai cosa succede alla tua lingua, al tuo palato e alla tua gola quando pronunci sai cosa fare anche quando canti!

 

  • NON PUOI APRIRE UN SUONO SE NON L’HAI AGGANCIATO.

Questa è la diretta conseguenza di una buona dizione.

Se hai una buona dizione è certo che hai un ottimo aggancio dei suoni (quello che solitamente viene chiamato suono in  maschera).

Sempre su SE SAI PARLARE SAI CANTARE ho raccontato quanto questo sia stato fondamentale per capire che prima viene l’aggancio e poi la cavità del suono (ossia, l’aprire la bocca in modo che il suono vibri correttamente).

Se lo fai bene il pubblico percepisce una sensazione di serenità e gode appieno del tuo suono bello.

Attenzione: qui sto parlando del suono in se stesso non della bellezza assoluta che si aggiunge con l’interpretazione dell’Artista!

 

  • LA NOTA RIBATTUTA TENDE A CALARE.

Ecco una delle mie regole favorite!

Che vuol dire?

Significa che quando canti la stessa nota, spesso e volentieri, perdi l’intonazione corretta e il suono che emetterai tenderà ad essere calante come se, all’improvviso, finisse la benzina mentre cammini in autostrada.

Se tieni presente questa piccola regola avrai anche chiaro che il suono va pensato, ascoltato con il tuo orecchio interno (sì perché noi percepiamo il suono dall’interno!), guidato nella giusta direzione, eventualmente aggiustato in corso d’opera e questo farà sì che non cali.

Facciamo un esempio: nella celebre aria ‘Casta Diva’ che almeno una volta nella vita tutti abbiamo sentito, ad un certo punto ci sono dei LA acuti ribattuti. Se il soprano che la canta non sta attenta, questi LA tenderanno a risultare calanti!

ATTENZIONE: NON SOLO LA NOTA RIBATTUTA MA ANCHE LE NOTE LUNGHE TENDONO A CALARE!

Perciò la regola vale anche per loro!

 

  • NELLA COLORATURA LA NOTA PIU’ IMPORTANTE E’ LA SECONDA ED E’ TUTTA UNA QUESTIONE DI ACCENTI.

Quando fai un esercizio di agilità (appunto ‘di coloratura’) oltre ad agganciare bene il suono, devi imprimere una direzione a tutto il vocalizzo.

In generale è tutto basato sugli accenti.

Se cerchi di cantare tutte le note, una per una, sei fritta!

Tutto risulterà mischiato e incomprensibile e, chi ti ascolta, sentirà una serie di portamenti a salire e a scendere che renderanno tutto confuso e impreciso.

E allora?

Allora, se per esempio canti una scala, devi ricordarti che la seconda nota è la più importante, perché deve essere un po’ più nervosa delle altre e scattare immediatamente, come se fosse un velocista alle olimpiadi che non vede l’ora di correre!

In più devi tenere presente che per quanto riguarda gli accenti, se si tratta di quartine o terzine, devi dare l’accento stesso alla prima nota di ogni gruppo.

 

  • DIREZIONE ED INTERPRETAZIONE PORTANO IL SUONO AL LOGGIONE.

Tutte queste regole, senza l’ultima, servono a poco…

L’Artista che è in te deve tener conto che il pubblico viene in teatro per provare emozioni, per soffrire con te, per gioire con te!

Così, un aspetto fondamentale è l’interpretazione.

Dai ad ogni tuo personaggio: vita, gesti, espressioni.

Prestagli il tuo corpo, la tua voce, il tuo sguardo.

Ma ricordati sempre che ti deve sentire anche l’ultimo spettatore seduto in alto in ultima fila in loggione.

La tua intenzione deve essere la stessa che hai quando sei in un locale molto grande con tanta gente e devi chiamare un tuo amico che è dall’altra parte della sala!

Prova a farlo come esercizio e ti renderai conto che non solo NATURALMENTE farai la cosa giusta ma il tuo amico ti sentirà.

Non è questione di volume, di gridare ma di come indirizzi la tua voce verso di lui.

 

Mi rendo conto che ho svelato più di un segreto…

Ma ormai è fatta.

Sono troppo buona!

Certo: per ogni regola si apre un mondo! Ti prometto che li esploreremo insieme (e molto presto) uno ad uno.

Ricordati: SE SAI PARLARE SAI CANTARE!

SE SAI RESPIRARE SAI CANTARE!

 

Se questo articolo ti è piaciuto, o se pensi che possa essere utile per un tuo amico cantante, condividilo!

 

 

PERCHÉ PER CANTARE NON HAI BISOGNO DI SPINGERE PIANOFORTI COL DIAFRAMMA

Ho visto cose che voi umani non potete immaginare: 

  • respiri simili a rantoli prima di attaccare un suono,
  • gente in apnea per secondi lunghissimi prima di respirare,
  • facce rosso porpora,
  • pance dilatate da prese di fiato interminabili ,
  • spalle contratte nel tentativo di finire una frase anche se non si ha più fiato,

e altri orrori che non ho cuore di elencare

Sono certa che anche tu avrai almeno una volta visto qualche collega in questa situazione.

Spero solo che non succeda a te.

O forse sì?

Adesso ti faccio alcune domande ma devi rispondermi sinceramente:

  • se nella vita normale respiri senza fare neanche caso a quello che fai per pronunciare una frase anche interminabile, perché, per cantare, devi INVENTARTI un modo diverso di respirare?
  • quante volte, a casa, ti capita di cantare dietro ai tuoi beniamini e riuscire a prendere note che a lezione sono impossibili?
  • quando canti sotto la doccia, non ti senti la più grande cantante lirica del mondo?
  • perché a casa è così e quando vai a lezione tutto diventa così difficile?

Te lo dico io:

perché a casa sei RILASSATA!

Ecco la parola chiave: RILASSATA!

Probabilmente a lezione il tuo insegnante ti ha fatto mille paranoie, ti ha detto:

  • respira col naso,
  • dilata la pancia,
  • spingi con gli addominali,
  • stringi il sedere” (giuro a me lo hanno detto)

ed altre cose che (pur giuste per certi versi) vanno spiegate bene e vanno fatte scoprire con la pratica E NON imposte con forza!

Inorridisco ogni volta che qualche giovane cantante viene da e mi dice che il suo insegnante sostiene che per cantare bene deve rompere le cinture dei pantaloni con la pressione della pancia, oppure le fa spingere il pianoforte con la pancia e cose così, “Carine”.

Tanto carine quanto perfettamente inutili e addirittura dannose!

Sì: ho detto inutili.

Inutili perché il nostro corpo è una MACCHINA PERFETTA e non ha bisogno di questi espedienti da circo.

Il diaframma funziona da solo dal primo vagito che emettiamo appena nati, i polmoni pure, le corde vocali idem.

Non abbiamo bisogno di sbloccarlo o avviarlo con esercizi improbabili.

Forse nel corso della vita hai “adattato” questa macchina perfetta per superare le difficoltà e la cadenza nel parlare della tua regione/città/paese ha modificato alcune cose ma il vero SEGRETO è FORMATTARE la tua macchina perfetta (ossia il tuo corpo) e lasciare che funzioni liberamente riscoprendo la tua natura.

Che vuol dire FORMATTARE?

Significa ripartire da zero, ripartire da come respiri, da come parli, da quello che fai quotidianamente quando emetti un suono qualsiasi senza pensarci, senza paranoie.

Considera il diaframma come un qualsiasi muscolo del tuo corpo: se cammini ogni giorno, sali e scendi le scale, corri, prendi le cose, i muscoli preposti a fare questi movimenti sono già tutti “allenati” a compierli e lo stesso vale per il diaframma.

Non senti i muscoli lavorare ogni giorno anche se lo fanno!

Senti i muscoli se, quando vai in palestra, li sovraccarichi.

Ecco, il canto è come andare in palestra: un buon allenatore, all’inizio non ti carica di esercizi che il giorno dopo ti lasciano impossibilitato a fare qualsiasi movimento a causa dell’acido lattico!

Un buon allenatore, risveglia il tuo corpo piano piano partendo da quello che sai fare e via via, aumenta il lavoro.

Il diaframma lo senti:

  • quando fai esercizi lunghi e lenti,
  • quando lavori sul fraseggio,
  • quando lavori sui filati (o piani),
  • quando lavori su una zona che non sei abituato ad usare,

è compito dell’insegnante farti prendere consapevolezza di come lavora il tuo diaframma in modo naturale e progressivamente!

Oggi mi sento buona e  ho voglia di svelarti un segreto:

è più importante sentire l’espansione delle costole fluttuanti quando respiriamo e cantiamo

invece che il diaframma in sé per sé.

Quali sono le costole fluttuanti?

Sono le due paia di costole alla fine della gabbia toracica (quelle più in basso),

quelle che non sono collegate allo sterno ma solo alla colonna vertebrale.

Sono quelle che si allargano verso fuori quando inspiriamo prima di cantare e che devono restare aperte mentre cantiamo.

Perché?

Perché le costole larghe, espanse, sono la garanzia che il diaframma è basso e pronto per aiutarti a sostenere i suoni.

Ma questo è un discorso che affronteremo in un altro articolo in cui ti parlerò di come siamo fatti, del nostro strumento.

Tornando al discorso “allenamento”,  se sai appena tuffarti in acqua dal bordo piscina (e spesso dai anche delle “panciate”), non credo ti salti in mente di fare il tuffo dalla piattaforma dei 10 metri.

Allo stesso modo, quando una giovane cantante mi si presenta dicendo che studia da pochi mesi e canta arie che i grandi cantanti affrontano alla fine della loro carriera, già so che è sulla piattaforma senza aver mai provato il bordo piscina e rischia pure di tuffarsi in una piscina vuota!

La delusione del suo sguardo quando le dico questo, è quasi subito sostituita dalla gioia di scoprire che ci sono grandi passi avanti, tornando indietro!

So già che questa mi affermazione scatenerà il putiferio tra i colleghi ma io la penso così e  lo dico chiaro e tondo.

E quello che mi da assoluta certezza che non mi sbaglio è che spesso il cambiamento si sente fin dalla prima lezione!

Come faccio a saperlo?

  • ne ho la prova ogni volta che canto,
  • ne ho la prova ogni volta che lavoro con un cantante sul discorso fiato.

E le testimonianze non mancano:

una volta una giovane cantante con cui ho lavorato  è venuta da me dicendomi che un suo collega l’aveva vista in conservatorio e le aveva chiesto se studiasse con me ed ha motivato la cosa dicendo che tutti i miei allievi cantano senza costrizioni o tensioni.

Ho cantato con colleghi accanto ai quali, durante le prove, non si poteva stare a causa della potenza della loro voce

Ma che poi quando li sentivi dalla platea avevano un suono piccolissimo o comunque non così potente come sembrava da vicino.

A San Paolo del Brasile mi è stato detto: “e strano: quando ti si sta vicino sul palco sembra che hai la voce piccola ma andando in platea la tua voce arriva ovunque ed è pienissima!”

La mia risposta è che non è per niente strano perché lavoro su un’emissione totalmente naturale basata sulla pronuncia corretta dei suoni e questo è la base del metodo LiricaFacile.

È così: parafrasando un noto spot pubblicitario dico che

la potenza è nulla senza controllo

ma, aggiungo, che il controllo si ha se tutto si svolge in modo naturale.

E allora?

Tutti gli esercizi di fiato che si fanno non servono a niente?

Servono nell’ottica di una consapevolezza di quello che fa il nostro corpo.

Per questo nel metodo LiricaFacile c’è una sezione dedicata ai tipi di esercizi che fanno fare gli insegnanti in cui spiego a cosa servono e come farli correttamente senza diventare pazzi.

Il metodo LiricaFacile, infatti, serve per farti decodificare quello che ti dice il tuo insegnante e che per un motivo o per un altro non riesci a capire.

Per quanto riguarda il respiro nel canto, ti do una dritta, forse scontata per qualcuno che studia da più tempo ma che non fa mai male ricordare:

per le note gravi (ossia basse) serve più fiato, per le note acute (ossia alte) serve meno fiato.

Se sai fischiare puoi rendertene facilmente conto passando da una nota bassa ad una alta: sentirai il fiato modificarsi via via che sali, come quando metti un dito davanti un tubo dell’acqua aperto per avere più pressione:

non modifichi il flusso ma la pressione.

Questo è uno dei motivi per cui spesso non ti basta il fiato per finire una frase: ne usi troppo o troppo poco e non sai come gestirlo!

Per oggi credo di aver scritto abbastanza parole su cui farti riflettere ma tutto gira sempre intorno al fatto che il corpo è una macchina perfetta, che tutto funziona perfettamente perciò ricorda:

SE SAI PARLARE SAI CANTARE!

SE SAI RESPIRARE, SAI CANTARE!

“AH C’È POCO DA DIRE, HAI DAVVERO UNA VOCE MAGNIFICA… TI MANCA TANTO COSÌ…”

E poi quel famoso cenno dell’unghia dell’indice sul polpastrello del pollice che sta a significare che ti manca davvero poco.

Ma davvero poco per cosa?!

Quante volte ti sei sentita dire questa frase dal tuo insegnante (riferendosi a quanto mancava alla tua preparazione tecnica per essere perfetto)?

Ovviamente spesso! Ma dopo qualche anno di studio e le ore di investimento economico, il tuo insegnate, è riuscito a farti colmare quella piccola lacuna?

Il tuo insegnante, in tutto questo tempo, è riuscito a fare qualcosa per farti recuperare quel “tanto così”?

O ancora non è stato raggiunto?

Ti svelo un segreto:

MANCA SEMPRE TANTO COSÌ e sempre mancherà!

Che intendo dire?

Il cantante, quello vero, non smette mai di studiare, di perfezionarsi, di mettersi alla prova!

Ok, CALMA E RESPIRA!

Ti sento già terrorizzata di dover passare la vita appresso al tuo insegnante:

NON È COSÌ!

Quello che intendo è che, ad un certo punto, sarai tu a dover studiare per i fatti tuoi ed andare dal tuo Maestro solo periodicamente per fare una “messa a punto” mentre tutti i giorni, sarai tu a lavorare da solo, col tuo registratore ed il tuo specchio e il pianista con cui lavori!

In più, se sarai tra quei fortunati che sentono la VOCAZIONE all’insegnamento (sì, perché l’insegnamento è una vocazione e non ci si improvvisa tali) avrai modo di studiare, risolvendo i problemi dei giovani cantanti che lavoreranno con te.

Una cosa ci tengo a dirtela: ho dovuto rielaborare tutto quello che mi era stato insegnato sulla voce per ben due volte per capire che, alla fine, tutti gli insegnanti dicono più o meno la stessa cosa ma

POCHI

POCHISSIMI

aggiungerei QUASI NESSUNO

ti dice le cose che DAVVERO ti serve sapere, sulla famosa “tecnica”.

Bene, io sono tra questi e te lo dimostrerò.

Devi sapere che molte delle cose che ora non riesci a capire, saranno chiare col tempo.

La cosa più importante in assoluto è che

OGNI INSEGNANTE TI LASCIA QUALCOSA.

Ma UNO solo, sarà il tuo Maestro!

Quello che ti insegnerà a

  • Ricollegare,
  • Organizzare,
  • Decodificare,

ovvero tutte le nozioni (filosofiche e non) che hai appreso fin qui senza venirne a capo per la troppa confusione.

Se hai letto  http://liricafacile.com/2017/02/02/impara-come-scappare-dal-gatto-e-la-volpe-e-diventare-una-cantante-di-successo/ sai già come la penso riguardo agli insegnanti che ti prospettano grandi carriere con la promessa di presentarti a questo o a quell’altro agente/sovrintendente/direttore artistico.

E allora?

Come fai a scegliere quello che sarà il tuo MAESTRO?

Sia che tu vada da un grande cantante, famoso artista o nome meno conosciuto i consigli sono sempre gli stessi:

già dalla prima lezione

  1. registra tutto.

Un insegnante che te lo impedisce ha qualcosa da nascondere.

  1. Fai tutto quello che ti viene suggerito dall’insegnante ma chiedi sempre il perché delle sue scelte (soprattutto se non ti convince quello che ti viene detto).

Un insegnante che non ti sa spiegare perché ti fa fare un vocalizzo o a cosa serva fare quello specifico esercizio non ne ha idea a sua volta.

  1. Alla fine della lezione, riascolta appena possibile la registrazione.

In questo modo le sensazioni che hai provato sono più vive e puoi trarre maggiori conclusioni.

  1. Fai almeno tre/quattro lezioni con l’insegnante per capire anche il suo carattere.

Essere severi non vuol dire essere maleducati. Capirai quasi subito se si tratta di un Re Sole che vuole la sua corte di adoratori intorno o di un insegnante che vede un talento da curare!

  1. Se frequenti il conservatorio cerca di stare in classe il più possibile a seguire le lezioni dei tuoi colleghi, cerca di renderti conto di come l’insegnante risolve i singoli problemi che ognuno di voi incontra nel percorso.

La formula odierna del “mordi e fuggi” in conservatorio è deleteria per l’apprendimento: i tempi sono sempre più ridotti, le classi strapiene e l’unico modo di saperne di più è seguire le lezioni di quanti più colleghi possibile.

Se alla fine di questo ciclo di lezioni, ti sei trovata bene e sei soddisfatta del lavoro, continua il tuo percorso anche tutta la vita con quell’insegnante, altrimenti ad un certo punto sarà naturale cercare nuovi stimoli altrove.

Così diffida da chi ti dice SEMPRE che “ti manca tanto così” e che non vuole mai che inizi ad esibirti o a fare concorsi, perché è vero che ci sono degli step, dei livelli da raggiungere e superare ma non li supererai mai se non ti metti mai alla prova!

È così per tutta la vita, sia che tu faccia il cantante sia che faccia l’ingegnere!

Dicevo che ogni insegnante ti lascia qualcosa:

  • Forse un insegnante ti ha dato delle dritte importanti per interpretare bene,
  • un altro ti ha spiegato bene il respiro,
  • un altro ancora l’importanza del fraseggio

Unendo tutti questi punti avrai arricchito comunque le tue conoscenze.

Dulcis in fundo…

Ti starai chiedendo se la tecnica basta a “sfondare”…. NO, NON BASTA…. Ma questa è un’altra storia….

 

SE SAI PARLARE SAI CANTARE!

Scommetto che passi ore ad ascoltare registrazioni o guardare video dei tuoi cantanti preferiti chiedendoti:

ma come diavolo facevano e fanno a cantare così bene?

Confesso: l’ho fatto anche io, ovvio!

E la cosa che mi faceva impazzire era pensare che questi “maledetti” non mostravano alcun segno di difficoltà nel cantare!

E allora COME?

Come diavolo hanno fatto?

Ho passato anni alla ricerca di tecniche straordinarie che avrebbero fatto di me la più grande cantante del mondo,

impazzendo dietro alle scuole di pensiero più in voga sulla vera tecnica:

  • La bocca si apre in verticale,
  • La bocca si apre in orizzontale,
  • Tira fuori la pancia,
  • Tira in dentro la pancia,
  • Respira col naso,
  • Respira con la bocca,

CHE CONFUSIONE IMMENSA!

finché ho fatto la scoperta più emozionante e più eccitante di tutte:

cantare è NATURALE!

“Bella scoperta” mi dirai

Ma sta di fatto che è così:

SE SAI PARLARE SAI CANTARE

Questa, adesso, è la mia convinzione personale.

Quindi?

Sto dicendo che la tecnica non serve a nulla?

Che stai pagando lezioni su lezioni per nulla?

No, sto solo dicendo che quello che chiamiamo tecnica, altro non è che consapevolezza del nostro corpo e che le lezioni devono servire a farci scoprire come usare al meglio il tuo strumento (il tuo corpo).

In un mare di informazioni che in questi anni hanno raggiunto la mia mente, l’unica DAVVERO importante è che

SE SAI PARLARE SAI CANTARE.

Da dove viene questa certezza?

Semplicemente dalla mia esperienza e per spiegarmi meglio devo fare un passo indietro nel tempo e ti devo raccontare  cosa mi è stato detto durante una lezione sulla pronuncia corretta del francese nel canto:

nel francese, a pronuncia giusta corrisponde il suono giusto”…

Quando ho sentito  questa frase,  qualcosa ha urlato nella mia mente:

SE NEL FRANCESE È COSÌ, NON PUÒ ESSERE LO STESSO PER L’ITALIANO?

Quando ho fatto questa considerazione, lo confesso, mi sono sentita un genio.

Come se la mela fosse caduta davanti a me e non davanti a Newton!

Poi, durante una visita dall’otorinolaringoiatra (vero guru dei cantanti) ecco che mi viene detta un’altra frase STORICA:

“tutti i cantanti, prima di cantare, dovrebbero fare logopedia!”.

Queste due frasi, hanno guidato la mia ricerca personale negli anni successivi.

Ed ecco Aristotele che torna dal mio passato di studentessa e mi chiede:

Se a pronuncia giusta corrisponde un suono giusto

E tutti i cantanti prima di cantare devono fare logopedia

Allora la dizione è fondamentale!

Il COLPO DI GRAZIA alle mie vecchie convinzioni sulla VERA tecnica del canto (basata su esercizi di fiato, soffia di qua, soffia di là, sibila di qua, sibila di là) me l’ha dato il conoscere lo “strumento umano”!

E, cosa più importante, capire che:

NEI LIMITI DEL NOSTRO STRUMENTO NON CI SONO LIMITI.

FINE DEI GIOCHI.

INIZIO DELLO STUDIO VERO E PROPRIO.

Ho sempre avuto insegnanti che hanno puntato alla chiarezza della pronuncia nel cantato e oggi li ringrazio profondamente per avermi messo su questa strada.

Del resto, lo sai, l’opera lirica nasce dall’idea di alcuni fra i più illuminati intellettuali fiorentini che, nel salotto di casa De’ Bardi (tra il 1532 e il 1612) diedero il nome di recitar cantando a questo nuovo stile.

Per la precisione, la frase recitar cantando si trova come un’indicazione per la messa in scena della “rappresentatione di anima e di corpo” (1600) di Emilio de’ Cavalieri subito dopo l’introduzione, nel primo paragrafo intitolato appunto

Avvertimenti per la presente Rappresentatione, à chi volesse farla recitar cantando,

e nel secondo intitolato

Avvertimenti particolari per chi cantarà recitando: et per chi suonarà

Recitar cantando e quindi pronuncia intonata!

E allora sono ripartita dallo studio delle vocali e delle consonanti.

Così, secondo il mantra “a pronuncia giusta corrisponde suono giusto” scopro cos’è l’ AGGANCIO dei suoni!

Il passo successivo è stato lavorare su un’altra sconosciuta: la CAVITÀ!

Ossia quello che rende un suono morbido e pieno di quelle vibrazioni, dette “armonici” che fanno arrivare il suono stesso fino al loggione del teatro più grande del mondo.

In ultimo (ECCOLO, FINALMENTE!) eccomi giunta al lavoro sul fiato che è risultato essere la naturale conseguenza della giusta pronuncia!

Sì, ho detto “IN ULTIMO”, hai capito bene: contrariamente al pensiero comune sostengo che il fiato è naturale e solo dopo qualche tempo si deve porre attenzione al diaframma.

Non hai idea di quante volte ho dovuto ricominciare quasi da zero con allievi a cui era stato insegnato che bisognava contrarre in modo smisurato tutti i muscoli possibili dell’addome.

Per questo è nato il metodo LiricaFacile in cui molti vocalizzi sono stati rielaborati o inventati per aiutare il cantante a scoprire come è facile e naturale cantare.

Ovviamente non serve solo saper pronunciare bene per cantare, servono preparazione musicale, presenza scenica, passione, studio del repertorio  e altre caratteristiche che fanno di un cantante un Artista ma questa è un’altra storia.

Ricorda

SE SAI PARLARE SAI CANTARE!

SE SAI RESPIRARE SAI CANTARE!

IMPARA COME SCAPPARE DAL GATTO E LA VOLPE E DIVENTARE UNA CANTANTE DI SUCCESSO

Ti capita di svegliarti con una canzone nella testa?

Certo che ti capita, sei una cantante: non pensi ad altro tutto il giorno.

Questa mattina mi sono svegliata con in mente la frase della canzone “il gatto e la volpe” di Edoardo Bennato.

La frase che mi rimbalzava nella testa era:

“dacci solo quattro monete e noi faremo di te…. Un divo da hit parade”

Tu, ogni giorno, quanti gatti e quante volpi incontri?

Se canti, tiro ad indovinare e ti dico che ne incontri almeno una volta al mese:

  • gatti,
  • volpi,
  • Dulcamara

Tutti con un elisir, con una ricetta segreta, con “accademie” dal nome altisonante, ognuno si presenta con i suoi contatti con agenti o teatri.

Hai provato a guardare quanti allievi di queste accademie, di questi insegnanti famosi hanno effettivamente raggiunto non dico fama e fortuna ma gli obiettivi primi, quelli importanti per un cantante?

Io sì:

sono pochi,

pochissimi,

quasi nessuno,

proprio nessuno.

 

Certamente ti sei trovato anche tu a doverti confrontare con questa gente.

Certamente hai scoperto anche tu sulla tua pelle che i titolatissimi insegnanti in questione si giustificano così:

“dei cantanti che porto avanti, molti sono i chiamati ma pochissimi possono cantare da solisti”

Lasciami dire una cosa: è vero!

Ma non è tutta la verità.

Il fatto è che molte delle persone che ti fanno promesse, sono certamente degli ottimi cantanti ma si perdono in quello che non è il loro lavoro ovvero i labirinti di promesse fatte da chi non le manterrà mai.

Cosa vuoi fare dei tuoi soldi?

Vuoi pagare le tue quattro monete per:

  • costruire case,
  • piscine,
  • villette

a queste gente che promette ma non mantiene?

Vuoi anche tu ridurti a:

  • chiedere un prestito,
  • vendere appartamenti,
  • fare lavori extra che non ti piacciono

per pagare l’ “insegnante” di turno, per poi restare con un pugno di mosche in mano?

Non credo.

È vero: il tuo studio è un investimento.

Né io né tu saremmo qui se non la pensassimo in questo modo.

Quello che desidero dirti è

Investi su te stessa,

investi sulle tue capacità,

investi sui tuoi sogni

 

ma non investire su un insegnante che dice di essere un impresario.

Fidati di chi fa il cantante, di chi ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo ricoprendo ruoli da protagonista.

Solo quella persona può:

  • capire davvero come ti senti,
  • capire cosa ti spaventa sul palcoscenico,
  • insegnarti a cantare da solista (noi agli artisti del coro vogliamo bene, ma non sono solisti: un solista canta in modo diverso rispetto a un artista del coro).
  • Insegnarti a percepire la tua voce in un teatro.

Fai attenzione a non sbagliare il tuo investimento perché il gatto e la volpe, per quanto simpatici e affettuosi, scappano col malloppo senza lasciarti nulla!

E allora come fare?

Ti svelo un segreto:

sei tu a determinare il tuo successo.

Se fai una qualunque ricerca sul mio conto, puoi contare i teatri nei quali ho cantato, i ruoli che ho ricoperto, i cantanti con i quali ho condiviso il palcoscenico.

Di tutti questi ingaggi, nessuno è venuto da insegnanti che avevano promesso fama in cambio di lezioni impartite.

Nessun insegnante mi ha mai

  • presentata a qualcuno,
  • trovato un ingaggio,
  • trovato un agente da quattro soldi.

Sono stata sempre io a formare il mio curriculum.

Non sono diversa da te.

Sono sola una persona che ci è passata prima di te.

Fa’ attenzione: non sto andando contro le agenzie di cantanti, non qui, non ora.

Ti sto mettendo in guardia da quelle persone che, pur di chiamarti nel loro gruppo di studenti, si promettono impresari

Un VERO insegnante, può solo:

  • insegnarti a cantar bene.
  • consigliarti sulle scelte da prendere (prospettandoti le possibilità) senza importele.
  • essere fiero di te per i tuoi risultati.

Lo so come ti senti… Ho sentito crollare le mura delle tue certezze…  Ma non è una sconfitta: è la tua più grande vittoria! Adesso sai che il tuo DESTINO di cantante è in mano tua e puoi smettere di ringhiare contro i tuoi colleghi alla ricerca dello sguardo amorevole del tuo insegnante.

Sì, è così che la vedo: fai parte di una corte in cui il tuo maestro è Luigi XV e tu sei lì che speri in un’udienza favorevole per la tua carriera… WOW…. L’ho detto!

Sii sincero e dimmi se ogni volta che vai a lezione e incontri un collega non ti senti come nel libro dei tre moschettieri: intrighi, invidie, un cardinale Richelieu di qua, una Milady di là e tu, giovane D’Artagnan pieno di speranze, con la tua spada (la tua voce) devi duellare con tutti invece di diventare il miglior moschettiere (CANTANTE) del mondo….  Non pensi di aver perso abbastanza tempo?

Ho saputo, da pochi giorni, che un cantante che seguivo mesi fa e che, dall’oggi al domani, è andato a studiare con un esimio collega, attratto dalla famosa frase: “sei bravo, la tua insegnante è brava ma io posso fare di più! Posso presentarti alle persone giuste….” E frasi di questo genere… Qualche tempo fa ha scoperto di avere: ispessimento di una corda, vene sotto sforzo nell’altra, reflusso gastrico a go go…. Ti dico questo profondamente dispiaciuta per un cantante che poteva davvero fare qualcosa nel nostro meraviglioso mondo ma che ha avuto fretta di arrivare e ha fatto la fine di Pinocchio nel paese dei balocchi! Non è la prima volta che porto un cantante ad un certo livello e poi colleghi col nome altisonante (CHE MAGARI LI AVEVANO RIFIUTATI COME ALLIEVI ALL’INIZIO) li adulano, magari in buona fede, per portali alla loro corte e…. Ne perdo le tracce…

Il peggio è che gli stessi colleghi, davanti al fallimento, addossano la colpa al cantante con frasi: “non era musicale”, “non faceva quello che gli dicevo”, “non ha capito quello che gli insegnavo”

Personalmente penso che la vera colpa, in questo caso è realmente del cantante! Non per i motivi che ho appena elencato ma perché,  arrivato ad un certo punto di preparazione, quando è pronto a fare audizioni e concorsi, vuol prendere la “scorciatoia” finendo in un vicolo cieco!

Devo proprio dirtelo: la frase più importante per un cantante all’inizio della sua carriera è “no, grazie”.

Così il cantante deve:

  • Studiare bene.
  • Avere pazienza.
  • Arrivato ad un certo punto della preparazione, cantare il più possibile davanti al pubblico per fare esperienza.

Perciò squillino le trombe!

I SETTE CAMPANELLI D’ALLARME CHE TI AVVERTONO CHE IL TUO MODO DI CANTARE STA COMPROMETTENDO LE CORDE VOCALI

Nel corso della mia carriera di cantante e di insegnante, mi è stata fatta spesso una domanda:

come mi posso accorgere che c’è qualcosa che non va nella tecnica che sto usando?

Quando mi devo preoccupare per la salute delle mie corde vocali?

In realtà, come vedi, stai ponendo due domande che aprono la strada a molte riflessioni.

Durante gli anni ho individuato alcuni sintomi del malessere delle tue corde vocali che possiamo chiamare veri e propri campanelli d’allarme!

Quando li senti suonare, vuol dire che stai per compromettere le tue corde vocali.

E cosa vuol dire questo?

Vuol dire che la tua carriera non decollerà mai!

Purtroppo è così, inutile prenderci in giro:

sia che tu studi da tanto tempo, sia che tu studi da poco, ricordati che se accusi uno solo di questi campanelli, presto o tardi questo si chiamerà dietro tutti gli altri.

Ovviamente ti auguro che questo non accada, ma i fatti contano più delle speranze e i fatti dicono che questo succede.

E quando succede, quando i malesseri della tua voce si sommano tra di loro, se non farai nulla per evitarlo, allora preparati al peggio:

 

il sipario calerà sulla tua carriera.

L’opera è finita ma nessun applauso seguirà.

 

Credimi, so di cosa parlo, ho rimesso in discussione il mio modo di cantare per ben due volte per non saperlo!

Ne voglio parlare con te che forse, oggi sei stata a lezione e, per l’ENNESIMA volta, sei uscita scoraggiata, delusa e triste sentendo che qualcosa proprio non va per il verso giusto.

Ma non sai cosa.

Continua a leggere e probabilmente, tra i sette campanelli riconoscerai anche quello che suona nella tua testa.

In tutto, i campanelli d’allarme sono sette, come i peccati capitali!

Solo che non sei tu a dover chiedere perdono…

  • L’afonia;
  • Il colpo di glottide;
  • Innalzamento della lingua;
  • Strozzamento nelle note del passaggio;
  • Aria nella voce;
  • Assumi 50 sfumature di rosso;
  • Il suono è fisso o ha un vibrato caprino;

 

1  L’AFONIA

Il primo campanello d’allarme, il più facile da sentire suonare, è che esci dalla lezione senza voce e magari il tuo insegnante ti ha detto che è normale.

Bene: NON C’È PROPRIO NULLA DI NORMALE nell’essere senza voce dopo una lezione!

Mi spiego meglio: potrebbe anche darsi che una volta E DICO UNA VOLTA… TOH DUE  che tu esca con la voce un po’ stanca a seconda dello studio che hai fatto ma

 

Spesso?

Sempre?

NO, NON È NORMALE!

 

Anzi: se sei giù di voce, la lezione può aiutarti a rimettere a fuoco i suoni, come è capitato a Maria Vincenza, una cantante che seguo.

Qualche mese fa’, Maria Vincenza, arrivava a lezione completamente afona a causa di un suo uso scorretto della voce nel parlato, a lezione finita, se ne andava felice con tutti i suoni in maschera. Ovviamente, anche se io sono una insegnante di canto, dovevo preoccuparmi anche di questo suo difetto nel parlato, così, lavorando sulla dizione nel canto abbiamo ottenuto un netto miglioramento anche nell’uso quotidiano della voce.

 

2  IL COLPO DI GLOTTIDE

Nell’emissione del primo suono senti un colpo di glottide, una specie di singhiozzo prima di sentire il suono reale?

Bene: oltre al fatto di produrre un suono sgradevole per l’orecchio di chi ascolta, le corde subiscono un piccolo shock.

Metti insieme tanti di questi shock e la frittata è fatta: le corde sono compromesse.

Si tratta di attacchi chiamati “duri” che possono portarti anche alla formazione di uno o più noduli sulle tue belle corde!

 

3  INNALZAMENTO DELLA LINGUA

Quando canti la lingua si alza costringendoti a spingere il suono. Come fai a scoprire se lo fai?

Beh, intanto dovrebbe essere il tuo insegnante a fartelo notare per correggere il difetto ma se questo non succede e tu hai il dubbio ecco il consiglio che ti do:

 

Canta davanti allo specchio e guarda la lingua!

 

Potresti dirmi che ci sono grandi cantanti che hanno questo “vezzo”.

Sì, è vero, ma per ognuno di questi grandi cantanti, quanti hanno appeso le corde vocali al chiodo perché non hanno trovato l’escamotage per cantare comunque bene?

È ovvio che ci sono delle eccezioni e dei cantanti eccezionali ma, lavorando con degli allievi che hanno la tendenza a portare indietro la lingua, ho potuto riscontrare che uno studio curato della pronuncia li ha portati ad un buon controllo della stessa a favore di un suono più brillante e ricco di armonici.

 

4  STROZZAMENTO NELLE NOTE DEL PASSAGGIO

Quando vai verso la zona degli acuti e affronti la zona del “famoso” passaggio senti chiudere la gola, ti senti in grande difficoltà, senti il suono diventare stridulo o stretto?

Questo è un campanello importantissimo!

Continua a cantare così e ti assicuro che questo ti impedirà di fare bene gli acuti o addirittura di farli e basta!

Se suona questo campanello, vuol dire che la laringe tende ad alzarsi (come è fisiologicamente naturale andando verso gli acuti) perciò senti questa scomodità.

Se ti va bene il suono si stringe,

se ti va male, STECCHI (ossia il suono si spezza mentre lo fai).

Praticamente succede quello che accade quando hai il tubo dell’acqua aperto e lo pieghi: l’acqua smette di uscire.

Devo fare una precisazione.

Proprio perché sugli acuti la laringe tende ad alzarsi, deve essere cura del tuo insegnante indicarti come utilizzarla e come sfruttare le cavità della maschera per ottenere che la tua voce esca libera.

Si tratta di semplici accorgimenti che ti aiutano a rilassare tutti i muscoli del collo e a muovere il palato per ottenere il giusto suono.

Ho lavorato con molti tenori che non andavano oltre un fa (della seconda ottava) senza strozzarsi che oggi hanno il famoso do, perciò so di cosa parlo.

 

5  ARIA NELLA VOCE.

Senti aria nella voce quando canti?

È sintomo che le corde non si chiudono (in termine tecnico: non si adducono) bene.

 

Pericolosissimo!

 

Se nel corso della lezione (e di quelle successive) il problema persiste corri da un foniatra, qualcosa non va.

 

6  ASSUMI 50 SFUMATURE DI ROSSO.

Quando canti senti l’addome che trema e il tuo viso assume tutte le sfumature del rosso (dal pomodoro al prugna)?

Lo so, il tuo insegnante ti dice che devi sostenere i suoni e tu giù a pressare tutta la zona addominale, a spingere, a tirare, a pompare ma il risultato è sempre questo:

  • Non succede nulla,
  • il suono non esce libero,
  • tu ti stanchi fisicamente tanto.

Proprio così: non può essere diversamente!

 

Se spingi, i suoni non possono uscire liberi dalla gola!

 

E ti dico di più: non solo la zona centrale non è sonora ma gli acuti non escono.

Oltre al fatto che osservarti tremare, spingere, diventare rosso è orrendo da vedere la cosa più importante è che le corde vocali

 

SOFFRONO!

 SOFFRONO!

SOFFRONO!

 

7  IL SUONO È FISSO OPPURE HA UN VIBRATO CAPRINO.

Il tuo insegnante ti dice che devi tenere la laringe aperta mentre canti.

Sì, certo, aperta…

E così fai pressione sulle pareti della gola facendo gonfiare quelli che gli esperti conoscono come sternoclenomastoidei (O Dio che parolone!) ossia i pilastri che si tendono sulla gola facendo ingrossare la vena sul collo come accade a più di un famoso cantante di musica pop.

A volte temo che un giorno o l’altro la vena scoppi!

Il risultato è che la voce risulta o fissa (talmente fissa che sembra stridula tipo i suoni che fanno i principianti di strumenti come il clarinetto, il violino, o il sassofono) oppure vibra eccessivamente perché non è ben indirizzata risultando anche intubata ossia di gola.

Faccio una precisazione:

è chiaro che la laringe deve essere aperta per cantare, ma non spalancata!

E non deve sempre essere sotto sforzo.

La laringe è elastica e tale deve rimanere: devi solo imparare ad utilizzarla nel modo corretto, puoi gestirla ed insegnarle ad aprirsi tanto quanto ti serve per avere un suono stupendo.

A questo proposito ti racconto una storia: tempo fa è venuta a casa mia Luisa: una ragazza già diplomata in conservatorio (ti dico questo perché, in quanto diplomata al conservatorio, teoricamente, doveva essere già pronta per cantare da professionista).

Luisa era venuta da me perché si era accorta che usava una voce artefatta, che non riconosceva come sua.

Ovviamente Luisa non sapeva spiegare meglio questo suo disagio ma io, che ho aiutato altri cantanti col suo stesso problema, ho capito perfettamente di cosa di trattava.

Nel corso della sua formazione al conservatorio, si erano succeduti quattro insegnanti di canto, e nessuno di loro si era accorto che Luisa cantava utilizzando le corde false e con la laringe sotto sforzo.

Per questo il risultato era un suono stridulo, fisso e, a volte, caprino.

Gli insegnanti la liquidavano dicendole che aveva una voce brutta e basta.

Dopo aver saputo qual era stato tutto lo stress subito dalle sue corde vocali, quando è arrivata da me, non capivo neppure io come Luisa potesse cantare ancora!

È bastato qualche settimana di lavoro sulla parola, sulla pronuncia (non sul fiato! Sulla PRONUNCIA!) per sentire che c’era un’altra voce.

Oggi tutti restano stupiti dal cambiamento e lei ha già vinto il suo primo concorso di canto.

Una delle mie più grandi soddisfazioni!

Come fai a renderti conto se lo fai anche tu?

Ancora una volta hai un aiuto:

  • registra le lezioni e riascolta: sei tu il primo giudice della tua voce!
  • Guardati allo specchio! Se vedi che il tuo viso è una smorfia continua quando canti, qualcosa non va!

 

Alla fine della fiera, i campanelli d’allarme suonano forte, a te ascoltarli e capire se le tue corde vocali  sono in pericolo.

Da parte mia, ti dico che, senza costrizioni e senza tensioni, la tua voce può essere bella, bellissima, affascinante!

 

Buona musica!